Methamorphose

A volte per guarire le ferite del corpo e quelle dell’anima è necessaria un’azione estrema: capovolgere il proprio baricentro emotivo e percettivo attraverso un processo di trasformazione radicale, che rinnova e sovverte gli stereotipi della cultura e il senso comune.

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“Le mie ali vestiranno l’ombra del mio male

l’ombra assoluta lascerà il superfluo alla Sua presenza.

E ‘ tempo di una nuova metamorfosi”.

“La Metamorfosi di un’ombra”

E’ la storia di una trasformazione rovesciata, di una metamorfosi involutiva di una particella Sè che sfugge al controllo ordinario della sua crescita sino alla sua implicita rivendicazione ad essere uguale ad immagine e somiglianza (ma anche altro) dalla matrice che l’ha generata. È pensiero e sostanza il male che è parte di noi che ha legittime aspirazioni, possibilità di vita autonoma; l’ombra di quell’essere a noi presenti che non è più percepibile come una parte che controlliamo e ci appartiene e quindi personale, o che non comprendiamo e ci è estranea ovvero impersonale, bensì che ci sorprende e si rivela in un confronto diretto e paritetico sovra temporale e sovra personale tra identità e corpi, elementi inter – indipendenti di trasformazioni.

Un progetto fotografico che racconta, nello stile di micro – narra – azione, le trasformazioni che irrompono quando la malattia fa il suo ingresso nella vita, confinandoci in una specie di terra di mezzo dai confini incerti. Un regno in cui zone d’ombra si allungano e prendono il posto della luce. Il mio male è il nuovo ospite che abita la me che lo rivela, esso non ammette compromessi rompe i patti, getta le maschere, apre i sigilli di questo corpo forziere. Si aprano le danze macabre…      Non si può essere mutazione più di così e, più di così vicini alla rivelazione.

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© Gelidelune Project_2014

http://www.artabout.it/la-metamorfosi-di-unombra-di-francesca-bonfatti/

One comment

  1. avvocatolo · aprile 9, 2015

    Il problema balistico del corrente millennio è che quello che hai splendidamente definito “baricentro emotivo” in tanti uomini e donne risiede largo circa tra la coscia sinistra e quella destra, di fronte al coccige…insomma a “sud”. Mentre dovrebbe stare, rovesciato o al diritto, parecchio più a nord-est…dalle parti del cuore.

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