My_ritual_body

Il mio Corpo rituale è il tema che accomuna i seguenti cicli di opere fotografiche: (Mists, Veil, Fragments, The memories of reversed time, L’attendant, Lyc-anthropy) rielaborate attraverso l’uso di particolari textures, per restituire quanto più fedelmente possibile, la patina sbiadita ed opacizzata dei ricordi. Il filo invisibile che le collega è “una notte”, perchè è il buio e la nebbia che le avvolge, ma soprattutto perchè “è una notte” che la mia memoria, ha afferrato e fissato, tenacemente, l’estremità del velo per i sottili filamenti setati; così da non perdersi più al suo risveglio (come il filo di Arianna per uscire dal labirinto).

Notte insonne ed agitata
vampiri assetati e petulanti stordivano le mie carni sfinite.
Mi ritrovò in un bagno di sudore.

Sollevò su di me qualcosa simile ad un tessuto leggero della consistenza di un velo.
Lo muoveva spostando delicatamente l’aria con grazia muta.
Un raggio di luna ricamava in trasparenza i sottili filamenti delle fibre della trama, sempre meno nitida e confusa tra sonno e veglia.

Lentamente non sono più.
Lentamente
La notte dorme. Ora.

Quando riaprii gli occhi al risveglio, lei stava ancora innanzi a me, immobile ed instabile come una statua vivente, a sorreggere il suo peplo.
Mentre usciva dalla stanza vidi una strana scia che la inseguiva…

“Il ricordo è una formula chimica che inverte il tempo.”

Nasco-sta 

Lacerate acque

Voci che mi chiamano

Le senti le grida gracide ?

Gratitudini ?

Metto la biacca una passata o due uniforma la superficie

Tutto già scritto tutto da riscrivere

Ogni domanda. 

Era planare l’utero?

C’erano doglie alla soglia del paradiso?