Nutrimento: tra parola_ immagine

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Spesso mi perdo in giochi di parole, giochi lessicali in cui sperimento la magia della lingua e il suo potere immaginifico: la parola simula e dissimula è un mist_ero. Nella parola compare e scompare l’essere, è rivela_ azione del divino, il suo più diretto canale di contatto poichè in essa, si combinano e si scoprono inaspettatamente significati nascosti.

Da tutte queste riflessioni è nato la scorsa estate un nuovo progetto fotografico in corso d’opera dal titolo “In the vacuum” (nel vuoto), pensato come lavoro ed esercizio di poesia visiva. Concepito come un’ installazione – poetico / fotografica – che si regge e si sviluppa per compensazione tra versi ed immagini: un lavoro sperimentale in “bilico” tra linguaggio del corpo e linguaggio verbale, un viaggio tra dissonanze ed armonie, ricerca di equilibrio interiore e formale ma anche tra visibile/invisibile/ tra presenza (corpo, fisicità, segno) ed assenza ( frase/verso, significato, significante)….ancora vuoti e distanze da compensare. Il nutrimento avviene simbolicamente attraverso un’azione reciproca (narra_azione) tra linguaggio visivo e linguaggio metaforico, come a colmare, citando Blanchot, un vuoto nel soggetto e nel linguaggio , nel corpo e nella scrittura.

In the vaacuum

“In the vacuum” _micro_ narra_azione su tavola_ © Gelidelune 2014

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“In the vacuum” _micro_ narra_azione su tavola_ © Gelidelune 2014

“I poeti riconducono le parole al loro valore primitivo; le sottraggono ai banali riferimenti, sottraggono loro ogni fondamento. Gli assurdi fondamenti con cui tentiamo di giustificarle. Anche la parola, come l’immagine, trascendenza e insieme diversità, non può essere riferimento che al nulla, non può essere che la gloriosa coscienza del nulla.”
(Andrea Emo, Quaderni di metafisica (Quaderno 260, 1963)

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“Paura del Confine”_ © Gelidelune 2011