P R O P H E C Y I

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Prophecy_ Post fata resurgo_ © Gelidelune 2015

“Io dico che bisogna essere veggente, farsi veggente.

Il poeta si fa veggente attraverso una lunga, immensa e ragionata sregolatezza di tutti i sensi.”

( A. Rimbaud )

“Poi ho capito che il futuro era stato un suggerimento di forme, suoni e parole partito da molto lontano, ed era tutto già contenuto all’interno di quell’imbuto.

La storia che racconto è una profezia che si è avverata.”

“Ho visto il mio corpo mutare, le mie cellule degenerano.

Ho visualizzato la forma dell’imbuto rovesciato.

La mano si è spostata per effetto di un impulso su un seno.

Mi sono salvata. Ogni parte di me sa.”

Prophecy , è un lavoro di forte impronta sperimentale che, partendo da complessi e sottili meccanismi mnemonici e percettivi , esplora le soglie dell’inconscio e delle sue peculiari attività, in un procedimento affine alle tecniche psicanalitiche di regressione (scrittura automatica, registrazione del libero flusso del pensiero, ecc.,) ma anche attingendo alla dimensione artistica e al processo creativo come processo introspettivo e percorso di riappropriazione di una piena consapevolezza di sè.

È una ricerca che scava nella sfera più intima (psicologica e spirituale), una sorta di auto – ipnosi regressiva che recupera in un viaggio a ritroso della memoria – da un tempo più remoto – gli indizi ed i segni che hanno svelato il futuro come profezie, preannunciando un destino che possiamo ancora cambiare.
Forse, la conoscenza è la facoltà di tornare al punto di partenza di noi stessi “all’origine” (di ) e (in ) una forma, che seppur predefinita ed immutabile può un giorno avere essa stessa il potere di mutare il mondo e il corso della nostra vita.

Il progetto multimediale è composto da: Video installazioni  sonore interattive, Micro narrazioni multimediali,  Esercizi di poesia visiva.

Presente.

Capire. Capire il senso di questo spaccato di presente.

essere presente al tempo.

La forma.

Era un imbuto rovesciato la forma che ignara di ogni mia futura intenzione passavo da una mano all’altra quando ero  bambina. L’imbuto giallo quello dove i travasi riescono se lo spazio del foro dove inserire 13 millimetri del suo lungo collo non è un dettaglio trascurabile. Ieri ho capito che le cose erano lì con una forma per ragioni di circostanza “non apparenti”.

L’imbuto era la forma del pensiero che avrei plasmato per predire il mio futuro.

to be continued….

2 comments

  1. J. E. Lattimer · gennaio 17, 2016

    Simply exquisite– Have a wonderful day!

    Mi piace

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